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sabato 29 agosto 2009
Boom tariffe pubbliche: aumenti fino al 41% per rifiuti, acqua e gas.
Venezia - Aumenti boom delle tariffe pubbliche. Dall’introduzione dell’euro a oggi (qui si sottointende una responsabilità diretta del centrosinistra [ndr] ) si sono registrati pesanti aumenti per le tariffe dei rifiuti (+41,2%), dell’acqua (+37,9%) e del gas (+35,6%). E i lavoratori autonomi sono doppiamente colpiti. L’allarme viene lanciato dalla Cgia di Mestre, che ha analizzato l’andamento delle tariffe dei servizi pubblici registrate dal 2002 a oggi. "Si tratta di un vero e proprio boom. E i lavoratori autonomi sono stati i più colpiti" commenta il segretario dell’associazione degli artigiani Giuseppe Bortolussi.
Doppio costo "Gli autonomi, in particolare artigiani e commercianti, pagano queste tariffe due volte, una come cittadini, in riferimento alla propria abitazione, e l’altra come gestori di piccoli negozi o botteghe artigianali". A fronte di un aumento medio dell’inflazione del 16% registrato dal 2002 al giugno 2009, la raccolta rifiuti è aumentata del 41,2%, le tariffe dell’acqua sono cresciute del 37,9%, quelle del gas del 35,6% e quelle dell’energia elettrica del 31,2%. Rilevante anche la crescita dei pedaggi autostradali (+27%), dei trasporti ferroviari (+24,7%) e urbani (+23,2%). Più contenuto l’aumento dei servizi postali (+12,7%), mentre sola la telefonia (-8,8%) ha registrato un calo delle tariffe.
Perché "Se per gas ed energia elettrica - spiega Bortolussi - gli incrementi sono legati all’aumento dei prezzi petroliferi avvenuti in questi anni, risulta difficile giustificare, invece, le impennate registrate dalle tariffe dei rifiuti e dell’acqua. Di fronte al boom di questi costi alcuni enti locali dovrebbero fornire delle spiegazioni agli utenti e ai cittadini".
giovedì 27 agosto 2009
Lega per il Nord?

Il decantato federalismo fiscale è una scatola vuota che attende i decreti attuativi e che nessuno sa bene come mettere in pratica, la gestione della questione siciliana con i 4 mld elargiti a Lombardo ricordano tanto una gestione centralista della spesa pubblica da Prima Repubblica, i trasferimenti agli enti locali sono crollati mettendo in ginocchio i comuni, è stata abolita l'ICI (unica tassa veramente federale). Questa proposta permette di confrontare in maniera chiara le due idee di federalismo esistenti, quella propagandistica della Lega e quella concreta, sostenuta dal PD e da tanti amministratori locali di trattenere da subito il 20% dell'IRPEF nelle casse Comunali. Questo Governo, battezzato in campagna elettorale "Governo del Nord", ha messo in ginocchio i comuni, ingabbiando quelli virtuosi (situati principalmente nel Nord Italia) con il Patto di Stabilità.
Inoltre mentre la Lega non prova nessun imbarazzo a risanare i conti di Catania, Palermo, Roma o a destinare somme a sei zeri per la costruzione dell'inutile (allo Stato, ma utilissimo alla mafia) Ponte sullo Stretto, non trova i soldi per migliorare la disastrosa situazione delle infrastrutture venete (tangenziale Nord di Vicenza, terza corsia della A4 fino a Trieste, TAV nel Nordest). Vogliamo esprimere solidarietà ai sindaci veneti che, nel pieno della crisi, si trovano, con le scarse risorse a loro disposizione, a sopperire al vuoto lasciato dal Governo e a dover aiutare le famiglie in difficoltà. Pensiamo che il momento di giocare a chi la spara più grossa sia passato, e che la Lega dovrebbe prendere atto che in questi mesi il federalismo è stato spesso citato e mai messo in pratica. Se gli amici con il fazzoletto verde sono in grado di dimostrare il contrario portino le cifre che illustrano l'aumento dei trasferimenti agli enti locali, altrimenti risparmino il fiato.
Per questo chiediamo una volta tanto di usare il buon senso e che alla ripresa dei lavori parlamentari si decida, finalmente, di sostenere i sindaci approvando la proposta del 20% dell'IRPEF ai comuni che darebbe loro la possibilità di amministrare dignitosamente la propria città.
sabato 8 agosto 2009
GOVERNO AZZERA POLITICHE PER LA FAMIGLIA
da Irislunedì 3 agosto 2009
A cosa servono i referendum?
(da http://www.ilgiornale.it/)

"Sviluppo nucleare Italia", joint venture tra le due società, farà gli studi di fattibilità per quattro nuove centrali nucleari con la tecnologia di terza generazione. Fulvio Conti, ad Enel: "Un'opportunità unica per contribuire al rilancio dell'economia del nostro Paese"
Roma - Il nucleare in Italia registra un altro importante passo avanti. La nascita della joint venture "Sviluppo Nucleare Italia" tra Enel e la francese Edf "pone le basi concrete per il ritorno del nucleare" nel nostro paese. Lo sottolinea l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, secondo cui è "un’opportunità unica per contribuire al rilancio dell’economia del nostro Paese, creando posti di lavoro specializzati e sviluppando l’occupazione". "Grazie alle sue attività internazionali - aggiunge Conti in una nota - in pochi anni Enel ha ricostruito le sue competenze nucleari ed è oggi pronta a prendere la guida del programma nucleare italiano, in collaborazione con un protagonista mondiale del settore come Edf".
Anche Edf è soddisfatta, il presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix, "è lieto di poter partecipare fianco a fianco con un importante partner industriale come Enel al rilancio in Italia del nucleare, una fonte sicura, competitiva e priva di emissioni di Co2. La creazione di questa joint venture è un decisivo passo in avanti che conferma il successo della cooperazione tra Edf ed Enel, che ha avuto inizio nel 2007 con la costruzione del reattore Epr di Flamanville in Normandia". "Questa partnership - conclude il numero uno del gruppo francese - è in linea con la strategia del gruppo Edf finalizzata a rafforzare la propria posizione in Europa e la leadership mondiale nella rinascita dell’energia nucleare".
sabato 1 agosto 2009
Filippin, Causin e Casson: si annuncia a tre la corsa per la segreteria regionale

Sono tre le candidature alla segreteria regionale del Partito Democratico del Veneto presentate entro il termine delle ore 20 di ieri:
- quella di Rosanna Filippin, 47 anni, assessore all’Urbanistica di Bassano del Grappa (VI) e coordinatrice del PD vicentino, per l’area di Pier Luigi Bersani;
- quella di Andrea Causin, 36 anni, consigliere regionale, per la mozione di Dario Franceschini;
- quella di Felice Casson, 56 anni, senatore, per la mozione di Ignazio Marino.
Oltre ai nomi dei candidati, sono stati depositati i programmi (vedi sezione download). È ancora in corso la verifica dell’ammissibilità delle candidature. I candidati veneti saranno sottoposti al doppio voto, prima degli iscritti al partito nelle assemblee di circolo che si terranno dal 1 al 30 settembre e quindi il 25 ottobre nelle primarie aperte a tutti gli elettori del PD. Il candidato che alle primarie avrà raccolto il 50% più 1 dei voti sarà acclamato segretario regionale. Se nessuno dei avrà raggiunto la maggioranza assoluta, saranno i componenti della nuova assemblea regionale a scegliere tra i due più votati.
Potrete leggere i profili dei tre candidati tra i commenti di questo post.