Onorevole Bindi, il governo Monti ha giurato e molti elettori del suo partito già si chiedono perché sostenere questo esecutivo sarebbe una scelta migliore rispetto a elezioni che avrebbero visto - secondo i sondaggi - il Pd tornare al governo.
«Io credo che il partito democratico è cresciuto nei consensi degli italiani perché ha dimostrato nel tempo di essere una forza politica credibile e responsabile, alla quale si può affidare il governo del Paese. Ora investiamo questa credibilità nel sostegno al professor Monti: e sono certa che, quando si voterà, saremo premiati per la scelta fatta».
D'accordo: ma per il Pd non era meglio votare?
«Per il Pd certo. Ma per l'Italia? Era questa la scelta migliore per il Paese? Immagini due mesi di campagna elettorale dura, mentre i conti peggioravano ogni giorno di più...».
Cosa le dà la sicurezza che con questo governo invece miglioreranno?
«Questa sicurezza non ce l'ha nessuno: ma siamo certi che questa è la soluzione politica che offre al Paese le maggiori chanche di venir fuori dalle difficoltà. E' la svolta che permette un lavoro serio, un recupero di credibilità. Monti dice di aver fiducia e io come lui credo nelle possibilità dell'Italia».
Ammetterà, però, che questa inedita esperienza di governo nasconde molti rischi per il Pd...
«Rischi naturalmente ce ne sono, ma rischiamo tutti. Però prima di tutto viene l'interesse del Paese. Abbiamo chiesto un esecutivo tecnico per riaffermare l'autonomia del governo, il primato della politica in Parlamento e per marcare la netta discontinuità con l'esecutivo precedente...».
Motivo per il quale avete detto no alla presenza di Gianni Letta.
«Sarebbe stato difficile spiegare la presenza nell'esecutivo di un esponente di primo piano di un governo, quello uscente, che abbiamo criticato e critichiamo».
Il Pdl, invece, non aveva preclusioni.
«Per la ragione opposta alla nostra: noi chiedevamo discontinuità, loro segni di continuità. Per noi, inoltre, è importante evitare qualunque confusione tra il sostegno a questo governo e la strategia politica del Pd...».
Che vuol dire, scusi?
«Che non sta nascendo un governo di grande coalizione: respingo questa idea. Noi non siamo alleati né col Terzo polo né col Pdl: non ci sono né larghe intese né nuove coalizioni. Ed è per evitare appunto il rischio di confusione che è giusto che i partiti non vi partecipino con leader o vicepresidenti».
Ciò nonostante è presumibile che sarete oggetto di una opposizione «da sinistra»: Vendola già dice che nel governo vede segni di continuità col passato...
«Non credo che sia così. Non vedo la continuità. In ogni caso noi terremo aperto il cantiere della costruzione del Nuovo ulivo e continueremo il confronto con il Terzo polo. E mentre Monti fa il suo lavoro - che dovrà essere improntato a principi di rigore, crescita ed equità - proveremo a fare finalmente in Parlamento le riforme necessarie: a partire dalla legge elettorale e dalla riduzione del numero dei parlamentari».
Lei è davvero sicura che Monti potrà fare quel che è necessario? Le ricette economiche di Pd e Pdl sono molto distanti, no?
«Nessun dubbio su questo. Ma ci sono questioni sulle quali ci sono state impuntature ideologiche che forse oggi sarà possibile rimuovere. In ogni caso, ci vorrà generosità e buon senso da parte di tutti per trovare di volta in volta i punti di incontro e la sintesi migliore».
Si dice che Bersani abbia personalmente fatto un sacrificio dando il via libera a Monti perché, votando adesso, la sua candidatura a premier non sarebbe stata discussa. Crede sia così?
«Siamo stati molto assieme in queste ultime ore, e devo dire - per altro - di non aver mai visto il Pd così unito, pur in un passaggio tanto delicato...».
Sì, ma Bersani?
«È quello che più di tutti ha lavorato per questa soluzione. E io dico che vale per lui quello che vale per il Pd: sarà premiato per la scelta fatta. In più, guardi, questa faccenda delle leadership a tempo, che oggi sono forti e tra un anno no, non mi convince affatto. E' leader chi ha più filo per tessere: e Bersani in questi ultimi giorni ha dimostrato che di filo per tessere ne ha davvero tanto...».
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giovedì 17 novembre 2011
Attenti, non sta nascendo un governo di Grande coalizione!Bindi: «Attenti, non sta nascendo un governo di Grande coalizione
venerdì 11 novembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
Voto farsa a gennaio 2012?
Di seguito due interessanti articoli: uno tratto da http://firmovotoscelgo.wordpress.com/
l'altro è un articolo apparso oggi su www.corriere.it (http://www.corriere.it/politica/11_novembre_09/berlusconi-urne-febbraio_4b4429c2-0aa6-11e1-8371-eb51678ca784.shtml)Parisi, Morrone: evitare il rischio di un nuovo Parlamento di nominati. Rispondere al referendum e andare ad elezioni si può.
7 novembre 2011 di Referendum Elettorale - Area News Lascia un commento
Rimettere ai cittadini la scelta tra le alternative future per il Paese sembra sempre piu’ inevitabile e auspicabile. Mentre si ragiona sulla prospettiva di nuove elezioni, e’ urgente tuttavia prepararsi a corrispondere alla richiesta avanzata da 1.200.000 cittadini sulla necessita’ di cambiare questa infame legge elettorale.
Guai se si andasse a nuove elezioni senza averla cambiata o addirittura proprio per non cambiarla. Altrettanto inaccettabile e’ trarre motivo dalla necessita’ di cambiarla per escludere la possibilita’ di nuove elezioni.
Cambiare in pochi giorni il porcellum con una legge che ricalchi i quesiti referendari, e andare quindi ad elezioni e’ possibile.
In ognuna delle prospettive in campo e’ percio’ necessario che ognuno dica subito come pensa di evitare il rischio che il Paese sia di nuovo rappresentato da una casta di nominati. Non basta la crisi economica a giustificare come mai, nonostante dal deposito della richiesta di referendum in Cassazione siano passati infatti 40 giorni, nessuno abbia fatto nulla per correggere i propri errori ed omissioni passate.
Arturo Parisi, coordinatore politico comitato referendario
Andrea Morrone, presidente del comitato referendario
Berlusconi: meglio votare a febbraio
Ma nel Pdl nasce la fronda anti-urne
Il premier: «Decide Napolitano ma un altro esecutivo è impensabile». Scajola raduna i suoi: no al voto. Pisanu: se si torna al voto sono pronto a lasciare il partito.
MILANO - Silvio Berlusconi si dimetterà subito dopo l'approvazione della legge di stabilità. Lo ha annunciato martedì al capo dello Stato, dopo il voto alla Camera sul rendiconto di bilancio che ha decretato lo sgretolarsi della sua maggioranza. E lo ha ribadito nel day after della debacle in alcune interviste a giornali, radio e tv. Il Cavaliere ha preso atto della fine della sua esperienza di governo e si dice convinto che essa coincida anche con la fine della legislatura: «Siccome non ci sono altre maggioranze possibili, vedo solo le elezioni all'inizio di febbraio». Ma all'interno del Pdl non tutti la vedono così ed è anzi sempre più ampia la fronda di quanti nel partito del premier si dicono invece favorevoli alla creazione di un governo di emergenza.
SCAJOLA IN CAMPO - Tra i nomi di maggiore peso c'è l'ex ministro Claudio Scajola, a cui fanno capo diversi parlamentari. «Le elezioni anticipate non sono auspicabili - ha commentato a margine della presentazione di un libro durante una diretta di Corriere Tv -. Il ricorso al popolo sovrano è il massimo del rispetto che in una democrazia si deve avere. Ma è altrettanto vero che il Parlamento ha come compito quello di gestire con immediatezza le difficoltà. Considerando il calendario non si potrebbe votare prima della fine di febbraio. E restare tre mesi e mezzo senza un governo sarebbe pericolosissimo per l'Italia». Scajola pensa ad un nuovo esecutivo «possibilmente sempre nell'ambito del centrodestra, recuperando anche quanto si è rotto (riferimento indiretto ai finiani e a Casini, alleato nella legislatura precedente, ndr), per essere in assoluta consonanza con il voto del 2008». Per l'ex ministro lo stesso Berlusconi, in qualità di vincitore delle ultime politiche, dovrebbe avere un ruolo nella trattativa che porterà alla nascita del nuovo governo.
MICCICHE' E FORMIGONI - Sulla stessa linea Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e leader di Grande Sud: «Andare al voto adesso significa rendere più instabile e meno credibile il nostro Paese. Di fronte agli attacchi dei mercati finanziari bisogna reagire con fermezza e realizzare immediatamente le riforme che l'Europa partendo proprio da quelle che riguardano il Sud». Concorda anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, punto di riferimento del partito al Nord (e negli ambienti vicini a Cl): «Andare a elezioni anticipate nelle attuali condizioni drammatiche per l'economia sarebbe un grave danno per l'Italia. Chiedo a Berlusconi di esplorare tutte le possibilità perché l'Italia possa avere dopo le sue dimissioni un governo con una maggioranza larga e forte che riporti sotto controllo la situazione economica».
PISANU PRONTO A LASCIARE - Anche un altro ex ministro berlusconiano, Beppe Pisanu, dice no al ritorno anticipato alle urne. «Sono contrario, anzi contrarissimo» ha detto, aggiungendo che «serve un nuovo governo». «Se ci sono elezioni anticipate - ha aggiunto conversando con alcuni senatori - esco dal gruppo, dal Pdl, da tutto...». Quindi, estraendo un foglietto su cui c'è scritto l'andamento finanziario italiano dell'ultimo periodo, ha sottolineato:: «Questi sono numeri da default».
L'APERTURA DI LUPI - Un'apertura all'ipotesi di un diverso esecutivo arriva dal vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, anch'egli deputato del Pdl, che non esclude la formazione di un governo di emergenza nazionale «ampiamente condiviso». Lupi, parlando con i giornalisti a Montecitorio, ha spiegato: «Se la legge di stabilità venisse approvata entro il fine settimana, già lunedì possono cominciare le consultazioni e a quel punto ci sono due strade, o le elezioni o un governo ampiamente condiviso che però non può essere fatto da transfughi».
NUOVO VERTICE - La situazione è dunque assai incerta. I mercati temono che il capo del governo stia prendendo tempo mentre le opposizioni provano ad accelerare sul ddl Stabilità. Giorgio Napolitano fa sapere che deciderà presto e il premier, intanto, torna ad incontrare i suoi a Palazzo Grazioli. Un vertice con i big del Pdl: oltre ad Angelino Alfano, Gianni Letta, il Guardasigilli Francesco Nitto Palma, Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa.
ACCORDI SFUMATI - In vista di elezioni anticipate, al premier e al Pdl sarebbero piaciuto recuperare un rapporto con l'Udc. «Abbiamo chiesto più volte al Terzo Polo, a Pier Ferdinando Casini, ai centristi di ricostituire il centrodestra e la risposta è sempre stata negativa - ha spiegato il Cavaliere ai microfoni di radio e tv - . Oggi appare chiaro che ci siano degli accordi di Casini con la sinistra e quindi non credo che ci sia questa possibilità».
Pdl e Lega, nuovo vertice nella notte
I TRADITORI E IL BENE DEL PAESE - In mattinata il Cavaliere ha spiegato ai media la scelta delle dimissioni e ha voluto anche ribadire che il suo è stato «un gesto di responsabilità nei confronti del Paese per evitare che la diserzione di pochi possa danneggiare l'Italia in modo irreparabile». Il premier insomma ha agito anteponendo «l'interesse del Paese al suo e a quello del governo e della sua parte politica». L'amarezza per il voto alla Camera, comunque, resta. «Sono un ottimista per natura e speravo che al dunque il senso di responsabilità, di lealtà verso gli elettori sarebbero prevalsi - ammette Berlusconi -. Invece, dopo Fini e i suoi 26 parlamentari che sono passati all'opposizione, altri sette parlamentari hanno fatto la stessa cosa, tradendo il mandato elettorale e in un momento come questo tradendo anche l'Italia».
L'OPPOSIZIONE - In ogni caso, Berlusconi sembra certo del fatto che gli italiani non vorranno consegnare il Paese «nelle mani di un'alleanza che parte al centro e arriva fino a Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Penso che sia qualcosa di indigeribile alla maggioranza degli italiani. Eppure - dice piccato il capo del governo - loro sono già convinti di avercela fatta, hanno perfino preparato i nuovi organigrammi e promesso a Casini che farà il presidente della Repubblica e lui ci spera altroché e per questo non li molla».
Cristina Argento
Alessandro Sala
09 novembre 2011 17:58
domenica 6 novembre 2011
Report Domenica 6 Novembre ore 21.00 Rai 3
Gentili telespettatori, Vi comunichiamo che domenica 6 novembre alle 21.30 su RAI TRE andrà in onda la nuova puntata di Report.
La puntata si intitola "LA GRANDE EVASIONE"
Di Giovanna Boursier
Segue Sinossi:
E' stata appena varata una manovra da 60mld ma per arrivare a questa cifra, nelle intenzioni del governo, sarà centrale il contrasto e la lotta all'evasione. E' previsto per esempio anche il recupero dei 4 miliardi mai versati previsti nel condono del 2002. Ci sarebbe poi l'intenzione di recuperare denari dalla lotta al lavoro nero e alla sotto fatturazione: un giro d'affari di circa 260 miliardi l'anno che coinvolge un po' tutti, dal piccolo commerciante, che se può evita di fare tutti gli scontrini, alla grande impresa che evade mettendo in campo i metodi più sofisticati.
Alla fine l'evasione stimata è di circa 120 miliardi l'anno. Oltre all'evasione però c'è un modo più sottile e ambiguo di non pagare le tasse: l'elusione. Non violi la legge ma l'aggiri con l'ausilio di finanziarie estere e sfrutti le detrazioni fiscali. Tra il 2005 e il 2009 l'han fatta quasi tutte le banche, da Unicredit a Intesa, da Credem a Popolare di Milano, a Carige e Monte dei Paschi. Adesso il fisco contesta loro miliardi. Quasi tutte han deciso di transare con l'Agenzia delle Entrate che ha riscosso, per ora, più di 500 milioni. La Procura di Milano intanto ha appena sequestrato 245 milioni a Unicredit, e sottoposto a indagini anche l'ex amministratore delegato Alessandro Profumo.
Giovanna Boursier ricostruisce alcuni meccanismi della grande evasione, per raccontare soprattutto in che modo e con quali risultati lo Stato riesce a contrastarla. L'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza ogni anno accertano miliardi di euro evasi, ma poi quanto recuperano effettivamente? E quando nasce un contenzioso, se ne occupano le Commissioni Tributarie. Ma con quali risultati?
E inoltre, "LA SVENDITA PUBBLICA"
Di Claudia Di Pasquale
Tornano di moda le dismissioni degli immobili pubblici. Come è andata finora e quali sono stati gli effetti collaterali per lo stato e i cittadini.
Per la rubrica C'E' CHI DICE NO: "RAPHAEL ROSSI"
Di Giuliano Marrucci
Raphael Rossi da Torino a Napoli a capo dell'Asia la più disorganizzata azienda pubblica di rifiuti italiana. Come se la caverà?
Il video e la trascrizione integrale del testo della nuova inchiesta sarà on line sul nostro sito www.report.rai.it al termine della messa in onda.
Buona Visione! La Redazione.
venerdì 4 novembre 2011
Bollettino di guerra...
Alluvione, esondano i fiumi
Sette vittime tra cui 3 bimbi
di BRUNO PERSANO e STEFANO ORIGONE ore 17.05 - Una frana si è abbattuta su via Donghi, a San Fruttuoso. La strada è interrotta. Non si può né salire né scendere. Il traffico è interrotto
ore 16.59 - Il numero delle vittime sale ancora. Sono quindi sette i morti tra i quali due bambini. Cinque hanno perso la vita nell'androne dello stesso palazzo in via Fereggiano 2
ore 16.55 - Nubifragio in corso su Arenzano, pioggia meno intensa sulle delegazioni genovesi di Ponente. Chiaravagna ancora sotto controllo.
ore 16.45 - Una "tragedia assolutamente imprevedibile in questa forma". Lo ha detto il sindaco Marta Vincenzi. "E' una tragedia terribile. Io non mi sento di dare la colpa a nessuno. Il Fereggiano era un fiume di sicurezza su cui da tempo si era attivata l'attenzione della Protezione civile e del presidente della Regione. Sono stati fatti lavori dal Comune, tutto sulla base del piano di bacino". In quel punto, osserva Vincenzi, "nel giro di qualche minuto si è sollevato un muro d'acqua a una velocità spaventosa".
ore 16.43 - La Regione prevede un'ondata di piena del torrente Chiaravagna tra le 17 e le 17.30. Il torrente Chiaravagna attraversa il quartiere di Borzoli e sfocia a Sestri. Attesa tra poco anche l'ondata di piena del Bisagno
ore 16.40 - Scuole chiuse anche lunedì: lo preannuncia l'assessore comunale alle scuole Paolo Veardo
ore 16.38 - Gli studenti della scuola Giovanni XXIII in piazza Galileo Ferraris, e Parini in via Archimede, sono bloccati ai pieni alti
ore 16.34 - Sopraelevata chiusa nei due sensi di marcia
ore 16.30 - Pioggia molto intensa su Pegli e Voltri, problemi alla foce del Branega.
ore 16.20 - Le vittime salgono a sei tra cui due bambini
ore 16.10 - La Regione ha previsto una piena del Chiaravagna nelle prossime ore
ore 16 - La mamma dei due bambini morti si chiamava Djala Shpresa, di origine albanese. La donna era in auto insieme al marito e ai loro bambini, di 1 e 8 anni. L'uomo è sceso per prendere alcuni attrezzi quando l'auto è stata centrata dall'acqua. La donna ha cercato inutilmente rifugio nel portone di un palazzo
ore 15.55 - Tra le vittime tre bambini, due sono fratelli
ore 15.52 - Le comunicazioni telefoniche sia fisse che mobili sono saltate in vaste zone della città
ore 15.49 - I corpi delle vittime sono stati recuperati in uno scantinato in via Fereggiano
ore 15.48 - La tempesta di pioggia si stanno spostando verso la Valpolcevera e sul ponente
ore15.43 - Questa sera il teatro Duse rimane chiuso
ore 15.38 - Cinque morti tra cui due donne e due bambini
ore 15.25 - Il bilancio delle vittime sale a due
ore 15.22 - Chiusa la stazione di Brignole. I viaggiatori che si trovavano nella stazione sono stati trasferiti con un treno speciale alla stazione di Genova Principe da dove potranno proseguire i loro viaggi. Tutte le linee sono aperte, anche se si registrano ritardi e limitazioni. Il tratto tra Brignole e Quarto, chiuso alle 12.50, è stato riaperto cinquanta minuti dopo, su un solo binario
ore 15.21 - La fuga di gas in via Fereggiano è stata risolta
ore 15.20 - Un gruppo di una trentina di persone si è rifugito sul tetto della Coop in Valbisagno
ore 15.16 - I caselli di Genova Est e Genova Nervi sono chiusi in entrata e uscita, ma l'autostrada resta aperti
ore 15.10 - "Non so come ho fatto a salvarmi, ringrazio due ragazzi che hanno sfondato il parabrezza e mi hanno aiutato a uscire". Giovanni De Pellegrini, ex linotipista del quotidiano 'Il Lavoro' di Genova è salvo per miracolo, scampato all'onda di piena che ha invaso il sottopasso di via Canevari, a fianco della stazione Brignole. "Avevo appena imboccato il tunnel verso monte. Fatti pochi metri l'auto si è bloccata nell'acqua. Non riuscivo più a uscire. Due ragazzi con un crick hanno sfondato il mio parabrezza e mi hanno fatto uscire". Pochi attimi dopo la piena ha scaraventato la sua Honda fuori dal tunnel decine di metri più a valle, dove sono ammassate altre auto portate dal Bisagno esondato.
ore 15.07 - Tutti i negozi da ponte Flemming fino alla Foce sono chiusi. L'onda di piena del Bisagno è prevista per le 16.30
ore 15.03 - Domani scuole chiuse
ore 15.02 - - La furia dell'acqua straripata in via Fereggiano ha strappato la conduttura del gas che correva interrata lungo l'omonimo torrente. Nella zona si avverte un forte odore di gas
ore 15 - Sos anche per un altro bimbo trasportato d'urgenza al Gaslini
ore 14.55- Il temporale si sposta verso Ovest: sta cominciando a piovere forte su Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. Sul Levante attenuazione della pioggia.
ore 14.51 - Un bambino di un anno in via Fereggiano soccorso in arresto cardiaco
ore 14.50 Allarme rosso alla Foce. Chiuso l'intero quartiere per il rischio di crollo del cantiere sul Bisagno
ore 14.48 Un auto della Prefettura batte a tappeto la Valbisagno con un megafono per avvertire del pericolo e invitare tutti a non uscire dalle case
ore 14.30 - Secondo una voce attendbile, ci sarebbero quattro dispersi: una mamma con due bambini e il figlio di un vigile urbano
ore 14.20 - In via Fereggiano, una donna è morta schiacciata tra due auto sollevate dalla furia dell'acqua
ore 14.10 - A Quarto una famiglia è stata costretta a rifugiarsi sul tetto della propria casa, in via Romana di Quarto. L'elicottero dei vigili del fuoco si è alzato in volo per cercare di recuperarli, ma al momento la pioggia e il forte vento rendono le operazioni di soccorso estremamente difficili
ore 14.07 - Superati dalla mezzanotte i 500 millimetri di pioggia su Quezzi, la stessa quantità in occasione dell'alluvione sulla Val di Var ala settimana scorsa. E il temporale continua a stazionare su Centro e Valbisagno
ore 14 - Le autorità consigliano di non uscire di casa se non per motivi davvero urgenti
ore 13.56 - In corso Sardegna sono state chiuse le scuole delle suore di Sant'Agata. I bambini sono stati portati al sesto piano dell'edificio
ore 13.51 - Quattro voli sono stati dirottati su altri scali a causa delle forti raffiche di vento. Si tratta del volo proveniente da Roma dirottato su Pisa, del Monaco delle 11.20 dirottato a Torino, del Parigi delle 11.50 dirottato a Malpensa, e del Barcellona delle 13, anch'esso dirottato a Malpensa
ore 13.50 - Brignole, le auto galleggiano in via Fiume
ore 13.46 - Il temporale imperversa in alta Valbisagno e alta Vallescrivia. Il torrente Scrivia è pericolosamente gonfio nella zona di Casella
ore 13.44 - Il Bisagno è esondato anche Borgo Incrociati
ore 13.42 - Tutte le strade per la Valbisagno sono state chiuse
ore 13.40 - Pesante nubifragio anche in alta Valpolcevera con la vallata di Sant'Olcese sotto il diluvio e il torrente Sardorella a rischio innondazione
ore 13.37 - Totalmente allagato l'edificio scolastico di via Mermi, a Sant'Eusebio; i bambini dell'asilo fatti salire all'ultimo piano.
ore 13.35 - Il Bisagno è esondato all'altezza di piazzale Adriatico
ore 13.33 - Un uomo ha rischiato di annegare via Cagliari
ore13.27 - La Regione stanzia 16,5 milioni, 8 milioni circa con il passaggio dell'accisa sulla benzina a 5 cetnesimo, 1,5 milioni sul bilancio 2010, altri 6 sul bilancio 2011, si aggiungeranno ai 40 promessi dal governo, intanto per due mesi sospesi i ticket sanitari nei comuni alluvionati e disponibili 20 milioni di euro per la cassa integrazione in deroga
ore 13.25 - in corso Italia un'auto è rimasta sott'acqua.
ore 13.20 - Esondato il Fereggiano. Tronchi trascinati e detriti trascinati dalla furia dell'acqua hanno raggiunto via Tortosa e corso Sardegna
ore 13.15 - Bus bloccati nel traffico. Allagato il pronto soccorso del San Martino e del Gaslini. Via Pastore chiuso
ore 13.10 - A Sturla pompieri in gommone
ore 13.03 - Salita Noce, i vigili urbani chiamati a salvare una persona travolta dall'acqua
ore 13.00 - Bloccata la circolazione sulla strada di sponda sinistra del Bisagno da Staglieno in su. Allagamenti in piazzale Adriatico. Magazzini allagati in via Pedullà.
ore 12.53 - Record su Quezzi caduti finora 403 millimetri d'acqua
ore 12.50 - Esondato lo Sturla all'altezza della discoteca Vanilla
ore 12.45 - Interrotta la linea ferroviaria costiera nel levante. La galleria San Martino, tra Sturla e Brignole è allagata e i treni si fermano a Quarto.
ore 12.40 - Quezzi, tra largo Merlo e via Fontanarossa l'acqua arriva alle portiere dlel amacchine. A Sant'Eusebio esonadano tutti i rivi. Abitanti bloccati nelle case
ore 12.34 - San Fruttuoso, asilo Repetto in salita Noce allagato, 40 bambini fatti uscire da una porta secondaria e soccorsi dai vigili del fuoco
ore 12.28 - L'acqua sfiora l'asfalto di ponte Guglielmetti a Staglieno
ore 12.27 - Via Caffa chiusa, circa mezzo metro d'acqua. I commercianti chiusi nei negozi. Piazza Paolo da Novi lato corso Torino è allagata: negozi sott'acqua, tombini tappati
ore 12.25 - Straripa anche un torente in via Cei a Borgoratti. Un albero caduto in viale Bernabò Brea blocca intramente la strada
ore 12.22 - Il torrente Fereggiano esce dagli argini all'altezza di via Stefanina Moro
ore 12.21 - Situazione critica a Marassi: piazza Galileo Ferraris, via Monticelli, corso Sardegna allagate. Già caduti in zona 234 milimetri di pioggia su Marassi
ore 12.20 - Per il nubifragio chiuse le scuole di Bogliasco. A Genova la palestra del liceo Doria è stata allagata e tutti gli studenti del primo piano sono stati spostati al secondo piano dell'edificio
ore 12.17 - Lo Sturla si alza pericolosamente: raggiunto il livello di guardia
ore 12.16 - San Fruttuoso, saltano le fogne.
ore 12.10 - Treni in ritardi di circa 40 minuti alla stazione di Brignole sia per i convogli diretti a ponente che a levante a causa di un blocco elettrico degli impianti
ore 12.08 - Chiusa via De Gasperi, traffico deviato in via Pisa
ore 12.07 - Allagata San Fruttuoso: via Casoni, via Pendola, via d'Albertis, piazza Martinez (i negozianti infuriati perché ieri è entrata in vigore la Area blu: "Avrebbero dovuto stappare i tombini, non mettere i parcheggi a pagamento,
ore 12.05 - Disagi, soprattutto legati al forte vento, anche all'aeroporto Cristoforo Colombo, dove due voli, uno in arrivo da Roma e un'altro in arrivo da Monaco, sono stati dirottati rispettivamente su Pisa e Torino
ore 12.03 - Evacuato l'istituto tecnico Vittorio Emanuele in largo Zecca
ore 12.02 - Chiusa via V Maggio e la parte finale di via Carrara
ore 12 - In via Torti e via Manuzio l'asfalto cede e si aprono due voragini